The Allinfo's interview: Vincenzo Capua (@VincenzoCapua): (@edicolafiore) & (@amicidelmoro) e il nuovo album

Foto_Vincenzo_Capua“Non vedo più quello che c’è,
il mondo qui davanti a me
, come in un attimo è lasciato li.
E non riuscivo a dire no ma camminavo da solo,
per gli altri io ero un invisibile”.
[da Amore Illogico, Vincenzo Capua]


Vincenzo Capua è uno di quei ragazzi cantautori che sentono l’esigenza di compiere  il proprio mestiere con la convinzione che non serva a nulla adempierlo con leggerezza. Pur giovanissimo può vantare collaborazioni importanti e attualmente sta promuovendo il singolo “Amore Illogico”  in attesa di pubblicare il nuovo album la cui uscita è prevista prima dell’estate.

Lo abbiamo intervistato per condividere, con voi, la sua conoscenza.

Vincenzo partiamo da amore illogico. Illogico come la musica che ti fa muovere e non ti fa capire cosa hai ben davanti agli occhi ma comunque c’è?
Amore illogico è il singolo che ho suonato nell’ultimo anno e ritroverò nell’album che sto registrando in questi giorni. Sarà uno dei singoli. L’album l’ho immaginato come un libro con i suoi  capitoli, fra di loro indipendenti ma complementari,  uniti da un filo conduttore che è l’amore e può cambiare la  vita.  Ci sarà così un intro, uno svolgimento ed un finale  Questo disco fa riferimento a elementi autobiografici o ad avvenimenti vissuti in prima persona da alcune persone a me care.

Credi fondamentale l’incontro con gli artisti più conosciuti?
E’ stato importante avere l’appoggio di grandi figure e devo molto a Fabrizio Moro (@amicidelmoro) che è stato il primo a credere in me e mi ha dato la possibilità e l’onore di aprire i concerti dei tour estivi per due estati consecutive. Questa opportunità mi ha formato molto come persona e come artista.

Una occasione di incontro con un pubblico importante?

Sì il mio primo contatto con un grande pubblico perché Fabrizio ha un pubblico eccezionale. Questa condivisione mi ha permesso di conoscere l’uomo e l’artista Moro: genuino e vero che ha tutte le carte in regola per essere un  punto di riferimento per molti.

E Fiorello?
Da un anno a questa parte sto avendo a che fare con Fiorello ed è l’altra faccia della medaglia che indosso ed è  peculiare per la  creatività e l’energia che mi sta regalando. Fiorello è un uragano di idee e mi ha dato l’immensa possibilità, disinteressata e fraterna,  di farmi conoscere a tante gente.

Il capitolo Nazionale Cantanti?
La Nazionale Cantanti  mi ha portato a conoscere grandi artisti, quelli che ce l’hanno fatta e grazie a queste frequentazioni ho capito quanto sia importante avere rispetto per il proprio talento che ha pur bisogno del gioco di squadra, tanto per utilizzare un termine calcistico.
Per questo faccio squadra da lungo tempo anche con il mio vocal coach Alfredo Totti, grande esperto della voce che  ha trovato il modo di valorizzarmi e di aiutarmi a crescere.

Quando aspiravi a diventare un cantautore lo immaginavi così il mondo che oggi vivi?
Sinceramente il mondo della musica non  l’ho scoperto così come me lo immaginavo. Ci sono troppi meccanismi ed ingranaggi complicati che lo muovono e se non li vivi e non li affronti in prima persona ti possono girare contro.
La musica, in alcuni ambiti, è l’ultima cosa. Passa quasi inosservata. 
Per riuscire, allora, devi rimboccarti le maniche e trovare il modo di creare qualcosa che rimanga. Ci devi mettere cuore, passione per raggiungere obiettivi affinchè da minimi possano diventare grandi. In tale direzione l’esperienza con il live è una palestra fondamentale per capire se hai qualcosa da dire oppure di no o se  è meglio lasciar perdere.

Pensi che Sanremo per un artista sia una esperienza irrinunciabile per cambiare le cose?
Il Festival non lo  credo come una attività  indispensabile. Capisco però che possa essere l’incarnazione dei sogni di tanti ragazzi che fanno il mio stesso mestiere.  Non deve diventare però  un cruccio perchè  Sanremo non è garanzia di successo.
Ho visto tanti giovani cantanti bruciarsi o illudersi nella maniera peggiore dopo la due giorni all’Ariston. Credo ci sia un tempo giusto per tutto. Soprattutto per Sanremo. E a pensarci bene sono fondamentali proprio quei momenti che, pur non regalando una visibilità immediata,  ti permettono di coltivare il talento … costruendo… nel lungo periodo

Ci sono al momento due grandi realtà che fanno tanto per portare in evidenza il talento degli artisti poco conosciuti: Red Ronnie (@RoxyBarTv) e Edicola Fiore (@edicolafiore).  Cosa ne pensi?
Sono programmi vincenti che non hanno l’obbligo di fare share e forti di questo danno la possibilità agli artisti in cerca di pubblico di esibirsi senza paletti, senza avere in mente doppi fini, con la voglia di fare spettacolo vero.  Sono questi i programmi che hanno futuro e sono onorato di aver conosciuto Fiorello che ribadisco essere una  persona straordinaria.

Ti ricordi cosa hai provato il giorno in cui lo hai conosciuto per la prima volta?
Quando lo conobbi ero andato lì per caso, per gioco per curiosità e mi presentai a lui che, prontamente,  mi chiese  di fargli ascoltare una delle mie canzoni.
Gli feci ascoltare  “E ci sei tu”. La canzone gli piacque  subito e mi fece tornare il giorno dopo per suonarla.  Da allora è stata per me una riconferma continua, quotidiana  che si è protratta fino alla famosa diretta in streaming  del 12 giugno che ha avuto  ospiti grandi artisti come Biagio Antonacci, negramaro, Max Pezzali, Luca Barbarossa, tanto per citarni alcuni.  Anche in quella occasione Fiore mi fece cantare la mia canzone.
Con mia grande sorpresa, quando a settembre  l’Edicola Fiore ha ripreso a trasmettere,   Fiorello mi ha voluto di nuovo con sé.  Ora il 21 febbraio l’Edicola Fiore andrà in onda per l’ultima volta e un po’ mi dispiace.

di Giovanni Pirri

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https://twitter.com/VincenzoCapua

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