Allinfo's Interviews: Romina Falconi (@RealRominaF)


Romina_Falconi_ph.-Luca_Cepparo-5

Romina Falconi è una ragazza pura, che ama raccontare di sé con  lo spirito forte e limpido di chi sa di vivere una condizione particolare perché la condizione di artista è tale. Romina ama vivere il  mestiere che ha scelto di fare con l’idea che i sogni sono vitali. Dalla sua voce traspare una presa d’atto bella e semplice: “Certi sogni si fanno“. Abbiamo intervistato Romina Falconi per Voi:

Hai da poco pubblicato il primo atto di un progetto che si completerà in autunno.  Il titolo “Certi sogni si fanno” sembra evocare i pensieri minosi di “Certe cose si fanno”. E’ corretto?
Questo lavoro non vuole essere un richiamo a qualcosa in particolare. E’ un semplice e vitale grido d’esistenza perchè ora il mio progetto è diventato realtà nonostante gli  errori fatti e gli sbagli ripetuti nel tempo. E’ dunque il mio presente.  “Certi sogni si fanno” è anche il titolo di una delle tracce dell’album e parla dell’impossibilità di tenere con sé una persona. Detta in poche parole è una canzone dedicata agli amanti.

Romina_Falconi_ph._Luca_Tartaglia_(1)

Perchè hai deciso di pubblicare tre EP separati?
Quando mi sono trovata di fronte ai 15 brani scritti tutti da me ho pensato che sarebbe stato più giusto dargli l’adeguato respiro suddividendoli in tre parti. Il progetto è nato un po’ pazzo e amo rappresentarlo come l’urlo di un giovane che non può vivere e subire le stesse regole degli artisti già famosi. E’ bello sperimentare e sperimentare con la propria pelle e la propria verità.

I 15 brani sono già chiusi dal punto di vista narrativo e aspettano solo di essere pubblicati oppure fanno parte di  un lavoro ancora work in progress?
Il progetto
credevo di averlo concluso  solo che non la sto più  smettendo di scrivere e aggiungere parole nuove. Sarà la contentezza, sarà il fatto che amo scrivere e, quindi  al momento, di chiuso  c’è ben poco.  La mia intenzione è quella di  crescere insieme a questo progetto che, inevitabilmente cresce con me.

Guardando il video del singolo “Il mio prossimo amore” sembra subito evidente  la volontà di reagire  all’immobilismo?  Siamo in una società nella quale ti dicono come dovresti vestire, mangiare, pesare, cantare. Ho visto ore ed ore di lezioni dei talent  nelle quali i  coach continuavano a ripetere ai ragazzi  l’importanza di cantare in un determinato modo per arrivare e mi veniva da pensare al mio mito Battisti. Chissà se questi “depositari di verità” sarebbero stati in grado di accorgersi del talento che Lucio aveva dentro. Ci tengo a precisare che anche Io vengo da un talent e non mi piace parlare male di una realtà che ho vissuto e non avrei problemi nel riviverla. Chi la critica non ha compreso che i talent sono come il cantagiro di una volta.  Danno una possibilità ai giovani che, diversamente, non saprebbero dove sbattere la testa per farsi conoscere.

La tua è una critica chiara e forte  alla società di oggi?
Questa società è troppo usa e getta e non ama le persone che sentono la necessità di mostrare  l’altra faccia della medaglia del proprio carattere, il lato più introverso.  Dopo sette anni che non uscivo con un disco ho capito  che dovevo tirare fuori un nuovo lavoro a tutti i costi scavando dentro di me senza stare troppo a preoccuparmi di mettermi in discussione ma nemmeno di cercare consensi. Sentivo l’urgenza di scrivere e ho scritto per comunicare che è importante accettare se stessi e che come esistono le luci esistono anche le ombre.

Che rapporto hai con la scrittura?
Scrivere per me significa superare il disagio e rappresenta una opportunità di miglioramento.

Il conteggio dei sette anni  parte dal 2007, anno in cui hai partecipato a Sanremo. Sono la conseguenza di un processo di trasformazione  indotto da Sanremo?
Sanremo è stata la vera prima occasione importante. A 21 anni è una bella responsabilità ma anche un regalo meraviglioso. Da quel momento in poi ho cominciato però a conoscere il vero mondo della musica e a collaborare con persone che volevano farmi uscire in una determinata maniera snaturandomi. Mi sono trovata nella condizione di dover  cantare certe canzoni altrimenti sarei potuta anche andare a casa. Per un po’ ho accettato il compromesso e mi sono ritrovata a cantare brani per me insignificanti.
E’ stato allora che mi sono data tempo. Ho fatto altri lavori e mi sono messa alla ricerca di una formula tutta mia smettendo di rincorrere le case discografiche. La carriera di un artista si costruisce con la fatica ed il giusto tempo . Il talent l’ho fatto perché avevo bisogno di darmi una scossa e, per fortuna non sono arrivata  in finale. Strada facendo  ho capito che era troppo alto il rischio di bruciarmi. Quando ti costringono a preparare  in sole  due settimane un singolo da presentare al pubblico non puoi dare certo il meglio di te.

Chi ti ha aiutato ad uscire da questo bisogno di introspezione?
Filippo Fornaciari
che è stato paziente nell’aiutarmi a trovare una formula tutta mia. Abbiamo impiegato più di un anno di tempo alla fine però ce l’abbiamo fatta. La cosa bella è che ora stiamo procedendo spediti. Anche se non ci sono grandi soluzioni dal punto di vista musicale posso dirti che è stato e continua ad essere bello il viaggio che abbiamo intrapreso. E chissà cosa accadrà!

Il prossimo appuntamento che ti vedrà in azione?
Da poco passato l’ennesimo San Valentino cantando,  il prossimo appuntamento  live sarà il 4 marzo al Mucca Assassina a Roma. Il Mucca  mi ha ospitato diverse volte in passato  per il gay pride anche quando non avevo disco fuori e mi ha ospitato anche due venerdì fa. Quelli del mucca sono un po’ i miei padrini artistici.

Romina_Falconi_foto_backstage

E per finire: annoveri collaborazioni con artisti importanti. Due nomi per tutti:  Eros Ramazzotti e Immanuel Casto.  Buttandola in caciara chi è il più simpatico tra i due? 
(Sorridendo) Sono due mondi completamenti diversi e complementari.
Ramazzotti  (@RamazzottiEros) è un vero professionista e quando ci incontrammo notai subito in lui  una umanità che è rara da vedere in persone che hanno alle spalle 30 anni di carriera. Non ha mai perso la testa. Tra l’altro Io ero fan di Ramazzotti e quando mi ha chiesto di fare il tour insieme a lui io già sapevo tutti i suoi testi a memoria. Tra l’altro è stato l’unico artista che  mi ha fatto lavorare anche quando ero bloccata da un contratto discografico che mi impediva di fare qualsiasi cosa.
Immanuel Casto (@Immanuelcasto è una persona coraggiosa che stimo. E’ l’ultimo dei romantici ed è il mio nuovissimo super eroe. Per quanto possa essere criticato o per quanto riesca a scandalizzare certe persone con le sue canzoni resta un ragazzo che, nei  modi e con i giusti toni, riesce a descrivere fedelmente  una società che, ahimè è quella che è.   Non si può negare che sia un artista molto originale capace di prendere decisione scomode e di rinunciare a nuove opportunità. I temi di cui parla gli precludono radio tv ma lui, nonostante ciò, non si crea problemi.

Punti in comune ne hanno?
In comune hanno  un grandissimo cuore e tanta creatività e si mettono sempre in gioco, Immanuel  con più coraggio mentre  Eros  con  più lucidità grazie all’esperienza maturata in  anni ed anni di carriera.

di Giovanni Pirri

Print Friendly