#Sanremo 2014 : Prima Serata del festival. Come è andata?

drammaLa promessa iniziale era la seguente: Il “Testimone” #Pif si sarebbe   attivato per andare a  caccia di storie da raccontare nel #Prefestival, prima grande novita del Festival di Sanremo 2014.A cose fatte il #prefestival ha scelto di accomunare Sanremo con Sanromolo e in più ci ha ricordato chi è chi e chi è cosa, ovviamente a Sanremo. Un momento divertente q.b. (quanto basta) subito spezzato dalla protesta di due lavoratori saliti sopra le impalcature dell’impianto luci del teatro Ariston per denunciare il mancato pagamento di 16 mesi di stipendio. I maligni sostengono che sia tutta colpa del discorso di Fazio che, “manco a farlo apposta” (tipica espressione gergale) gli addetti ai lavori hanno poco apprezzato. Si sa, l’Italia e gli Italiani non sono mai soddisfatti. Di niente.

La prima serata del festival, il 64mo ha avuto quindi  inizio e il ghiaccio è stato rotto. In verità con i diciotto gradi che, in quel di Sanremo,  hanno imperato nella giornata odierna non è stato complicato.

Ad aprire le danze Ligabue che è salito sul palco un attimo dopo l’omaggio a Dori Ghezzi,  raggiunta in platea e inquadrata nella penombra per lasciare sospeso il tempo che la pervade, come se lo spettatore, guardandola, si dovesse scoprire all’improvviso accolto in un limbo. Il brano scelto da Ligabue si è rivelato  evocativo. Il Liga pure. Lui Bello come il tempo che passa cercando di mostrarlo al mondo ancor più saggio.

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Impressione subito distrutta dall’arrivo sul palco più noto della Città dei Fiori  del balletto con tanto di pon pon rosa a memoria del fatto che, prima o poi, qualcuno dovrà spiegarci alcuni lati oscuri della comicità della Littizzetto.  Di sicuro la Littiz in costumino rosa fa vomitare.

Nulla da dire invece sul fatto che può essere anche  legittimo ciò che fa. E’ sempre più difficile far ridere le persone in una Italia che non va. Ci rincuora sapere però che il Sindaco di Sanremo non sia inquisito.   Detto questo notiamo che  la nostra “Littiz” il copione non se l’e’ nemmeno imparato a memoria. Tanto la paga La tv di Stato. Quindi paghiamo noi. Bene.

E’ stata poi la volta dei Big in gara. Si sono esibiti 7 artisti sui  14  totali. Ciascuno di essi ha eseguito due brani.

La prima big debuttante è   Arisa con “Lentamente (il primo che passa) ”. Un brano che scivola dentro e ci svela una Donna  non solita alla quale sarà necessario fare l’abitudine.
Quando canta la seconda canzone va   già decisamente meglio e la sua voce  arde sulle note che ballano e volano come un sogno lanciato “Controvento” che ovviamente passa subito come la battuta della litiz.

“La miglior Pippa di sempre!! Cosa? Rosalba Pippa che canta naturalmente”

Roba da rimettere a posto con lo Stagno, meglio se si chiama Tito. E, infatti è apparso Tito Stagno.

A seguire Arisa c’è Frankie.  E’ decisamente convinto. Convinto che le parole sia importante  scandirle chiare in questa scenografia che sembra quella di un teatro che ha appena dato spazio ad una opera lirica. Le parole sono quelle de “Un uomo e’ vivo.”.  Mentre sul brano successivo “Pedala” Frankie   non perde la memoria su cosa voglia dire essere dei rapper di lungo corso che dosano bene batteria e i  cori  miscelando il tutto in una  canzone che, ritmicamente, pedala. Forse per questa ragione il titolo?   Immancabile nel testo la parola “biblica”. La parola più gettonata da chi fa rap che è nulla se messa a confronto con  certe battute di Luciana – come direbbero i ragazzi di strada – scritte a cazzo (sempre che non siano le sue) sarà che le attese sono snervanti . Lei lo è’ di più. L’unica cosa intelligente la dice quando comunica a Frankie che il brano preferito dai torinesi e’ pedala.

E dopo la pubblicità? Ma quanta pubblicità. E’ tempo  Letitia Casta parametro di bellezza per la bellezza. A dire il vero, una bellezza da film per come era vestita, anzi per la precisione un po’ da film 4:3 allargato a 16:9. Non c’è ragazzina adolescente che sfugga al gonfiaggio del tempo.
Peccato non riuscire a capire da Casa Sanremo – Clarins cosa stesse accadendo all’Ariston perché la Letitia Casta sono stati in pochi ad ascoltarla. Eppure ha duettato con Fabio Fazio. Ecco, appunto.

Sarà vo(g)Lia di qualcosa ? Si di ‘meraviglioso ” di Modugno .
Oppure della banana della bella hawaiana.

Banfi sosteneva che in Italia ci vuole il varietà . Eccolo . Sono Fabio Fazio, la Littizzetto e Letitia Casta.

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Arriva però ad un certo punto Antonella Ruggiero, Eterea più che mai, evanescente. La sua esibizione è da brivido con “Quando Balliamo” e ” Da Lontano”.

Dopo di lei il terzo ospite:  Maurone  seguito da  Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots con “Tanto ci sei” e “Liberi no” (Vinceranno loro il festival)

Ed è  il momento del Raffa Cià cià cià .

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Ancora Pubblicità e, poi ecco di nuovo la Raffa e poi Littizzetto che diventa Raffa. Insomma una raffica di raffe Nazionali e raffe tarocche ci inonda e ci  accompagna verso una nuova parte della serata musicale

Lo spettacolo sembra procedere veloce e dopo questo polpettone da varietà arriva Cristiano de Andrè con la magnifica Invisibili e la strabiliante  “Mi aspetto molto da te”. Casa Sanremo Clarins fa di tutto per ascoltarli. L’audio in sala è pessimo, colpa di radio Italia che gestisce l’audio.

Seguono Cristiana Capotondi (ospite) e  la  Perturbazione Band, eccelsi per ritmo e brio.

Arriva quindi  il grande Cat Stevens sul palco dell’Ariston e canta “Road Singer“, in cui ha citato i Beatles di “All You Need Is Love”, successivamente, il cantautore si concede a un’intervista con Fabio Fazio in cui parla di religione e di pace e poi, in un clima di grande emozione, intona la canzone che lo ha portato nella storia: “Father and Son“. E l’Ariston gli ha tributato  una standing ovation notevole.

Settima ed ultimo Campione in gara a salire  sul palco dell’Ariston è Giusy Ferreri che canta “L’amore possiede il bene” e “Ti porto a cena con me”. Ecco Giusy è tornata.

La serata finisce e ora rimane da capire cosa succederà durante la seconda serata. Colpi di scena, tentati veri o finti suicidi? Nessuno potrà mai dirlo se non sintonizzandosi questa sera su RAI1 .

di Giovanni Pirri

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