I LEGNANESI (@ILegnanesi) DAL 1949 INTERPRETI DELLA TRADIZIONE TEATRALE ITALIANA

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Ringhiere che si snodano sui ballatoi, scale consunte dal saliscendi di generazioni e generazioni, ogni porta una stanza, spesso l’unica: il vicino è così vicino che vive con te. Il cortile è il regno dei povercrist sopravvissuti alle guerre, alle carestie, alle immigrazioni, alle industrie. Ma il cortile è anche lo spazio vuoto, è la camera più grande dove si vivono stagioni intere, anni, generazioni, secoli, nascite, amori e tradimenti, gioie e angosce, nozze e funerali, sorrisi e miracoli. Fuori dal cortile, il muro di cinta di uno stabilimento, un muro di mattoni rossi, ancora muri e case, un condominio di sei piani che già chiamano il grattacielo: niente più litigi banali, le lenzuola stese sul filo, le pozzanghere, la ruggine dei corrimano. Ma noi abbiamo resistito, la ringhiera ci corre nell’anima. Riflettori, prego: è di scena il cortile lombardo.”

I LEGNANESI nacquero, quasi per scherzo, all’oratorio di Legnarello a Legnano nel 1949, su idea di Felice Musazzi, costretto, da una disposizione del Cardinale Schuster che vietava le rappresentazioni teatrali promiscue, a far interpretare i ruoli femminili da uomini travestiti: da qui ha origine la composizione esclusivamente maschile della Compagnia.

L’idea vincente di Musazzi fu quella di raccontare al pubblico le storie di paese, del quotidiano, con le loro gioie ed i loro dispiaceri in dialetto, caratteristica che rese unica la Compagnia. Si presentava in scena dicendo: “Sono Felice e non solo di essere Musazzi” ed era veramente una persona felice di riuscire a far ridere la gente. Con le sue “maschere lombarde” Teresa e Mabilia (presenti sin dalla prima rappresentazione), che insieme a Giovanni compongono la strampalata famiglia Colombo, ha fatto divertire la Lombardia e non solo, creando un fenomeno di costume che ha attraversato generazioni.

Alla sua scomparsa si pensava che nessuno potesse più interpretare i suoi personaggi, semplici, genuini e mai volgari, finché Antonio Provasio (la TERESA) – che per 9 anni ha recitato con Musazzi, imparando direttamente da lui a muoversi e a ben calarsi nel personaggio – ed Enrico Dalceri (la MABILIA), che per anni aveva fatto parte della Compagnia Teatrale, sono diventate i nuovi interpreti, e, insieme alla figlia Sandra Musazzi (Direttore Artistico), hanno riportato in scena lo spirito dei cortili lombardi, così come lo intendeva il fondatore de I Legnanesi; il Giovanni è Luigi Campisi, che ha interpretato per oltre un decennio lo stesso ruolo a fianco del grande Musazzi.

I Legnanesi, grazie al beneplacito della Famiglia Musazzi, continuano così a presentare la loro comicità sotto l’egida del nome del fondatore, per continuare il percorso tracciato in oltre 60 anni di storia. Riconosciuti tra le principali e più conosciute compagnie dialettali d’Italia e d’Europa, oggi la Compagnia porta in scena le storie, i costumi e le tradizioni lombarde ma è ampiamente apprezzata anche fuori dalla Lombardia, grazie a un intervento di modernizzazione dei testi originali di Musazzi e alla scelta di temi universali (la famiglia, il lavoro, la crisi economica, i rapporti di vicinato), con riferimenti sempre attuali al costume e alla politica nazionale, in un mix sorprendentemente efficace tra italiano e dialetto lombardo.

I PREMI
La tradizione, la professionalità e la qualità degli spettacoli de I Legnanesi sono stati riconosciuti da innumerevoli premi, tra cui spiccano i più importanti che possano essere assegnati ad una istituzione culturale e popolare: L’AMBROGINO D’ORO (attestato di civica benemerenza) dal Comune di Milano (Sindaco Letizia Moratti), la ROSA CAMUNA (premio al lavoro in Lombardia) dalla Regione Lombardia (Presidente Roberto Formigoni), il PREMIO ISIMBARDI dalla Provincia di Milano (Presidente Guido Podestà), il PREMIO WALTER CHIARI (2012), il premio ETTA LIMITI “WANDA OSIRIS” (2014).

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