OTTO ZOO E HOTEL LOCARNO QUATTRO VETRINE SU VIA DELLA PENNA ROMA PALCOSCENICO DEL NUOVO PROGETTO DI SERENA VESTRUCCI LOVE AFFAIRS

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Quattro vetrine su via della Penna, nel centro di Roma, diventano palcoscenico del nuovo progetto di Serena Vestrucci Love affairs (Storie d’amore) (2014) e lo sfondo narrativo di un testo scritto per l’occasione da Vincenzo Latronico.

O.Z. è un progetto espositivo promosso dalla Galleria OTTO ZOO in collaborazione con l’Hotel Locarno e con la consulenza di Ilaria Gianni, che si sviluppa in quattro episodi nelle vetrine dell’Hotel in via Della Penna, da sempre luogo di incontro artistico e letterario. A richiamare questo dialogo, ogni opera apre un confronto sul piano della scrittura, per essere affiancata da testi inediti di altrettanti autori.

Dopo il primo episodio, che ha coinvolto Sebastiano Mauri ed Elena Stancanelli, il secondo episodio, che inaugura il 10 marzo, coinvolge l’artista Serena Vestrucci (Milano, 1986) e lo scrittore Vincenzo Latronico (Roma, 1984).

Protagonisti dell’intervento site-specific di Serena Vestrucci sono un gruppo di oggetti dimenticati.

Scrive Ilaria Gianni: “Rocchetti di filo e cannucce, residui di quaderni e vecchie banconote, cornici e stelle filanti, cartoline e rotoli di nastri colorati, giocattoli e biglie, sono assemblati in mobili meccanismi auto-portanti, costruzioni artigianali, che mettono in moto un affascinante teatro dell’assurdo fuori contesto. Recuperati dai propri nascondigli, questi oggetti, svuotati del loro valore d’uso primario, più che a scarti e residui, assomigliano a rovine: frammenti abbandonati e al contempo provvisti di un’identità, privi della propria originaria funzione e tuttavia capaci di costituirsi in altro. Insieme, raccontano una storia alternativa a quella per la quale erano stati fabbricati e mettono in scena il fondamento su cui si poggia la vita: quello dell’amore. Il movimento del dispositivo di Serena Vestrucci é infatti volto a un unico scopo: far battere un cuore con costanza e ritmo.”

L’umanità degli oggetti di Serena Vestrucci emerge dalla loro capacità di evocare una storia nella memoria e nell’immaginazione di chi li osserva, e proprio da qui parte il racconto di Vincenzo Latronico che sarà presentato al pubblico in occasione dell’inaugurazione.

 Serena Vestrucci (Milano, 1986; vive e lavora a Venezia). Dopo essersi diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, ha conseguito un Master in Arti Visive allo IUAV di Venezia. Ha presentato il suo lavoro in mostre personali presso la galleria OTTO ZOO di Milano (I Eat Lunch Between Two Highways, 2013), la galleria Furini Arte Contemporanea di Roma (Tigre contro tigre, 2012) e presso lo spazio no profit di Milano IL CREPACCIO (Cose che si muovono nel crepaccio a una lentezza tale da sembrare solo campate in aria, 2012). Ha inoltre preso parte a diverse mostre collettive in Italia e all’estero, tra cui ricordiamo: Evoluzione, Spazio Monotono, Vicenza, a cura di Marco Tagliafierro, Padiglione Crepaccio at yoox.com, Ca’ Soranzo, Venezia, curata da Caroline Corbetta in occasione della vernice della 55ma Biennale d’Arte; Fuoriclasse. Vent’anni di arte italiana nei corsi di Alberto Garutti, GAM, Milano, a cura di Luca Cerizza; Falansterio, Spazio Morris, Milano, a cura di Guido Molinari, Seconda mostra, Casabianca, Bologna, a cura di Guido Molinari, e Opera 2011, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia. Ha partecipato a residenze a Belgrado (Real Presence, nKA/ICA), Venezia (Fondazione Bevilacqua La Masa), Bologna (Accademie Eventuali, realizzata da Fondazione Carisbo e Fondazione Furla, in collaborazione con il MAMbo) e Genova (AFTER THE FUTURE, Genova MaXter Program 2013).

Vincenzo Latronico (Roma, 1984). Nel 2008  pubblica il romanzo d’esordio Ginnastica e Rivoluzione (Bompiani), cui segue La cospirazione delle colombe (Bompiani 2011). Sempre per Bompiani ha pubblicato, nel giugno 2009, un testo teatrale: Linee guida sulla ferocia, con Rosella Postorino e Chiara Valerio. In inglese ha pubblicato Remedies to the absence of Reiner Ruthenbeck (Archive Books, 2011) (tradotto anche in tedesco ed italiano) e Criticism as fiction? (Kailedoscope press, 2011).

Ha curato una sezione letteraria nell’edizione 2010 di Artissima. Ha scritto di arte su Domus, Kaleidoscope, Flash Art e frieze, e collabora con La Lettura del Corriere della Sera. Suoi racconti ed interventi sono stati scritti per la Rivista italiana di filosofia analitica junior, Fondazione Novecento, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, Agenzia X, Io Donna, Il primo amore, Nazione indiana, il manifesto.

Per informazioni:
oz@ottozoo.com
www.ottozoo.com

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