Cultural Bridge Festival Baobab : 28 marzo – Algeciras – Las Olas del Tiemp

28_marzo_algeciras

Andrea Pullone – oud
Francesca Agostini – flauto traverso
Carlo Cossu – violino
Enrico Gallo – percussioni, darbuka, req, daff
Paolo Monaldi – percussioni, cajon, djembe, utar
Ana Rita Rosarillo – canto
Ospite: Bob Salmieri – ney
Francisca Berton – baile flamenco
Perla Elias Nemer – danza mediorientale

Algeciras porta in scena un esempio di sinergia musicale tra la tradizione andalusa ed il folclore arabo magrebino, un viaggio musicale nella parte più occidentale del Mediterraneo. Musica e danza uniti nella rappresentazione dell’incontro di identità culturali differenti, ma ricche di matrici comuni, nel tentativo oltre che di manifestare la possibile coesistenza di due linguaggi d’arte, soprattutto la possibile, in taluni casi necessaria, convivenza di dialogo tra queste stesse culture. Quindi, una performance di musica, danza e a suo modo anche di affermazione di un bisogno di tolleranza e libertà, intesa nella sua più larga accezione.
La rappresentazione vede in scena un ensemble musicale, costituito da otto musicisti da una ballerina di flamenco e una danzatrice di danza mediorientale, arricchita dalla particolare mescolanza di strumenti etnici di differente estrazione.

Il Mediterraneo Separa e allo stesso tempo lega la regione spagnola dell’Andalusia al Marocco. Due territori e due culture che nella storia si sono incontrate, attraversando i secoli ed influenzandosi a vicenda: è proprio in Andalusia a partire dal 711, anno in cui inizia l’occupazione degli arabi della Spagna meridionale, dove ha inizio una Nuova Era che riguarda tutti i campi della scienza, della cultura, dell’arte. Per la prima volta nella storia la regione meridionale della penisola hispánica, chiamata Al Andalus, diviene esempio unico di tolleranza, scambio e convivenza tra le culture musulmana, ebraica, cristiana e gitana. Nel loro intenso e ricco dialogo, ebrei, cristiani, musulmani e gitani non mirano a convertirsi alle rispettive culture, cercano piuttosto di approfondire la loro comprensione traendo beneficio dall’altro. Grazie a questo nuovo fermento anche la musica suonata in AndaIusia ne trae giovamento. Il flamenco si arricchisce di suoni e ritmi arabi ed i cantaores gitani inseriscono liriche arabe nelle coplas dei loro canti, generando nuovi stili musicali flamenchi (palos) la Zambra Mora, las Morillas de Jaén, los Fandangos, ma anche los Cantes Garnatí di Granada, la Tarara. La maggior parte di queste musiche venivano accompagnate dalle danze che le danzatrici esibivano nei matrimoni, nelle nascite o più comunemente nelle feste dei propri villaggi di appartenenza.

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