Online il videoclip del brano The Breathing Of The Old Wood tratto dall'album per piano solo May Day

enzosartori

Da martedì 11 marzo è online il videoclip del brano The Breathing Of The Old Wood tratto dall’album May Day, 12 composizioni per piano solo di Enzo Sartori.

The Breathing Of The Old Wood è un brano ricco di idee e narrativo, che conduce l’ascoltatore all’ampio tema in mi maggiore ispirato ad un respiro che va oltre l’umano.
L’andante discorsivo trova la sua colonna visiva in un racconto per sovrapposizioni di immagini realizzato dal videomaker Gabriele Buttafuoco: un viaggio che è un ritorno a quei grandi alberi di fronte ai quali si avverte la vita.

Ultimo brano in ordine di composizione dell’album May Day, The Breathing Of The Old Wood è un omaggio parzialmente celato a Il Segreto Del Bosco Vecchio di Dino Buzzati.

Racconta Enzo Sartori: “Radure, impronte e tronchi caduti. I venti sorpresi a cantare in anfratti della foresta. Nel respiro dilatato, sciolto dal tempo di una foresta ideale, si intravede, come filigrana sonora, il mondo che amò anche Buzzati. ‘E la città?’ – ci si potrebbe chiedere. Allora lui stesso potrebbe rispondere, candido: ‘E le montagne da cui siamo partiti? Non torneremo mai più alle nostre, vecchie montagne?’”.

Diplomato in pianoforte presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, Enzo Sartori affianca all’attività pianistica un percorso artistico eclettico fatto di racconti e testi poetici, cicli visivi, lavori di video arte interattiva, lieder per voce recitante, musica elettronica e perfomer, brani per pianoforte solo.

mayday

L’album May Day, una raccolta di dodici composizioni originali per pianoforte solo ambientata idealmente nella natura, è un ritorno allo strumento originale, un ordine dopo tante esperienze diverse. “MAY DAY: primo maggio, o giorno di maggio – racconta Enzo Sartoriil mese pieno di speranze, di luce e di attesa per l’estate. È un momento in cui dinamismo e morbidezze si incontrano, a cui seguiranno cose belle. Tempo in cui le nostalgie del passato si sciolgono. Ma May Day è anche un gioco di parole, e tutti vi riconoscono immediatamente un segnale di aiuto. Non si può non avvertire, in tempi controversi come i nostri, il grido viscerale che la musica, la cultura e la generazione di cui faccio parte portano dentro. L’artista, anzi l’uomo, deve essere sempre più voce limpida, che non parla di sé come individuo, ma cerca o si fa voce di un respiro più grande, già esistente. Luminoso.

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